Fotovoltaico e Fisco: cos’è il “Reddito GSE” e quando si deve dichiarare

Hai installato un impianto fotovoltaico sul tetto di casa e hai iniziato a ricevere dei bonifici da parte del GSE (Gestore dei Servizi Energetici)? In questo modo stai ottimizzando i tuoi consumi; tuttavia, quando arrivano dei soldi sul conto corrente, sorge sempre la stessa domanda: “Ci devo pagare le tasse? Devono essere dichiarati?”

Facciamo chiarezza in modo semplice, distinguendo ciò che è esentasse da ciò che invece va inserito nella dichiarazione dei redditi.

Partiamo definendo che cos’è il “Reddito GSE”: Quando il tuo impianto produce più energia di quella che consumi in quel momento, l’eccesso viene immesso nella rete elettrica nazionale. Il GSE ti riconosce un corrispettivo per questa energia attraverso due modalità contrattuali principali: lo Scambio sul Posto (SSP) o il Ritiro Dedicato (RID). Ciò che comunemente viene chiamato “reddito GSE” non è l’incentivo in sé, ma il guadagno derivante dalla vendita dell’energia in eccesso che hai ceduto alla rete.

Deve essere dichiarato? Fiscalmente, per i privati con impianti sul tetto di casa (fino a 20 kW), questi introiti vengono considerati “Redditi Diversi” (derivanti da attività commerciale occasionale) ma per evitare confusione, dividiamo i soldi che ricevi dal GSE in due categorie:

1. Cosa NON va dichiarato (Esentasse)

L’autoconsumo: L’energia che produci e consumi subito non passa dal GSE, riduce la bolletta e non è mai tassata.

Il Contributo in Conto Scambio (Scambio sul Posto): Se hai il contratto di Scambio sul Posto, il GSE ti rimborsa una parte dei costi della bolletta per l’energia che hai prelevato di notte compensandola con quella immessa di giorno. Questo “contributo” è un mero rimborso spese e non va dichiarato.

2. Cosa VA dichiarato (Soggetto a tassazione)

La liquidazione delle Eccedenze: Nello Scambio sul Posto, se a fine anno hai immesso in rete più energia di quella che hai prelevato, puoi chiedere al GSE di liquidarti monetariamente il surplus. Queste eccedenze vanno dichiarate.

Il Ritiro Dedicato (RID): Se hai questo tipo di contratto, non c’è un meccanismo di scambio/rimborso. Tutta l’energia che immetti in rete ti viene direttamente acquistata dal GSE. Tutti i bonifici ricevuti per il RID vanno dichiarati.

Quando e come va dichiarato?

L’obbligo scatta nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo a quello in cui hai effettivamente ricevuto i soldi sul conto. Esempio: Se il GSE ti ha accreditato delle eccedenze o dei compensi RID nel corso del 2025, dovrai dichiararli nel 2026.

I dati sono ormai trasmessi direttamente dal GSE all’Agenzia delle Entrate, quindi vanno dichiarati nel modello 730 o nel modello REDDITI, a seconda del tipo di dichiarazione presentata.

Come recuperare l’importo esatto?

Per recuperare l’importo da dichiarare è sufficiente accedere all’are clienti del GSE ( tramite SPID o CIE), andare nell’apposita area Operazioni e scaricare il documento cartaceo di riepilogo.

Se hai percepito questo reddito e devi dichiaralo il CAAF CGIL Lombardia ti può assistere nella compilazione della dichiarazione dei redditi. Per info e prenotazioni chiama il numero unico 02/30.19.19 o tramite whatsapp oppure vista il nostro sito www.caafcgillombardia.it              

I servizi del CAAF Lombardia offrono assistenza fiscale a cittadini, lavoratori, pensionati e famiglie.

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